Cappioli: “La Roma può puntare in alto, ma per crescere sono fondamentali gli scontri diretti”
L’ex centrocampista giallorosso: “Se vinci con le piccole, ma non riesci a battere le grandi, alla fine fai fatica”

Massimiliano Cappioli, ex centrocampista della Roma, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno 101.5, nella trasmissione “Bar Forza Lupi”, condotta da Massimo D’Adamo, per parlare del momento della squadra giallorossa, delle ambizioni stagionali e del lavoro di Gian Piero Gasperini.
Massimiliano, con Gasperini la Roma sembra finalmente poter aspirare alle prime posizioni. Quest’anno si può sognare anche di vincere qualcosa?
“La squadra ci piace molto, c’è entusiasmo. È forte, gioca bene e fa tanti gol. Però, bisogna anche imparare a gestire il risultato. Contro l’Inter eravamo avanti 2-0: non possiamo continuare ad attaccare sempre e a lasciare spazi. Ogni tanto bisogna saper amministrare il vantaggio”.
Perché, secondo te, la Roma continua a faticare negli scontri diretti, mentre contro le squadre più deboli riesce spesso a vincere agevolmente?
“Non lo so, è una cosa che succede da tempo. Anche l’anno scorso mi sembra che non abbiamo vinto praticamente nessuno scontro diretto: li abbiamo pareggiati o persi. Eppure sono partite fondamentali se vuoi vincere qualcosa o raggiungere obiettivi importanti. Se vinci con le piccole, ma non riesci a battere le grandi, alla fine fai fatica. L’anno scorso siamo arrivati in Champions League quasi all’ultimo, ma se Juventus e Milan non avessero perso punti, saremmo finiti di nuovo in Europa League. Bisogna crederci di più, ma anche imparare a gestire le partite. Quando sei in vantaggio contro una grande squadra, devi saper amministrare il risultato, invece di andare sempre all’attacco con otto giocatori”.
Gasperini, però, anche dopo la partita contro il Napoli, ha ribadito che la sua filosofia è quella di osare: se non rischi, non vinci.
“Va bene osare, ma a volte si osa troppo. Ho giocato anche nell’Atalanta e conosco tanti tifosi bergamaschi: quando hanno saputo che sarebbe arrivato Gasperini, mi dicevano che con lui non ci si accontenta mai del pareggio, o si vince o si perde. La squadra è forte, attacca, crea tante occasioni e concede pochi gol, ma quei pochi che prende a volte pesano tantissimo”.
La Roma sta affrontando anche tanti infortuni, soprattutto a centrocampo, dove sono mancati giocatori importanti come Cristante e Koné. Come giudichi questo reparto?
“Il centrocampo è forte. All’inizio si sentiva molto la mancanza di Koné, adesso un po’ meno, perché stanno crescendo anche Pisilli e gli altri giocatori. Abbiamo un centrocampo fortissimo e anche quelli che entrano dalla panchina danno il loro contributo. Avevamo detto troppo presto che la Roma non aveva infortuni: adesso sono arrivati tutti insieme, ma la squadra resta competitiva”.
Alcuni giocatori, come Dybala e Pellegrini, sembrano però andare incontro a problemi fisici ricorrenti. Quanto dipende dalla loro struttura e quanto dai ritmi di gioco?
“Sicuramente dipende anche dalla struttura fisica, ma oggi si gioca tantissimo: praticamente ogni tre giorni. Inoltre, il gioco di Gasperini è molto dispendioso: alla lunga le gambe possono cedere e i muscoli, se sono sollecitati continuamente, diventano più vulnerabili. Bisogna imparare a gestire non soltanto il risultato, ma anche le energie. Non possono giocare sempre gli stessi in campionato e in Europa: bisogna sfruttare meglio le sostituzioni e ruotare tutti gli elementi della squadra”.
**Da ex calciatore, pensi che questa Roma sia attrezzata per arrivare fino in fondo in campionato e in Coppa Italia? E anche in Champions League può dire la sua?
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“Sì, siamo attrezzati per puntare in alto. Possiamo fare bene in campionato e in Coppa Italia e, secondo me, anche in Champions League possiamo dare fastidio a tante squadre. Abbiamo tutto per competere ad alti livelli”.
Contro il Real Madrid la Roma è stata vicinissima a una vittoria incredibile, prima di subire tre gol in pochi minuti. Che cosa è successo?
“Quella sera abbiamo sognato tutti. Avevamo fatto una grandissima partita, poi ci sono stati quei sei minuti di blackout totale. Non puoi prendere tre gol così. Sul gol di Mbappé, per esempio, Balerdi sbaglia l’anticipo; sugli altri due, arrivati da calcio d’angolo, i difensori non saltano e il portiere non esce. Abbiamo perso per episodi, ma sono stati episodi pesantissimi”.
**Quanto ha pesato l’assenza di Svilar? Gollini ha alternato parate importanti a errori che sono costati gol.
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“Quando non giochi da tanto tempo, non è facile entrare e trovare subito il ritmo. Conosciamo tutti il valore di Svilar: secondo me, se ci fosse stato lui, qualche gol non lo avremmo preso. Anche nell’ultima partita, sul pallone passato da Gollini a Cristante, l’azione è finita con un gol degli avversari. Con Svilar sarebbe stata un’altra cosa, ma adesso non ce l’abbiamo. C’è Gollini e dobbiamo andare avanti: non possiamo pensare al passato, dobbiamo guardare al futuro”.
La grande sorpresa della stagione è Emanuele Lulli, giovane esterno cresciuto nel settore giovanile. Si può e si deve puntare di più sui ragazzi della Primavera, come accadeva nella tua Roma?
“Assolutamente sì. Non me lo aspettavo neanche, perché non lo conoscevo bene, ma è un ragazzo che cresce giorno dopo giorno e ha grandi qualità. Ha diciannove anni e mi piace molto. Se Gasperini lo fa giocare a quell’età, significa che lo ritiene valido. Anche nella mia Roma c’erano tanti giocatori cresciuti nel settore giovanile: bisogna avere il coraggio di dare fiducia ai giovani”.
Oggi c’è Roma-Cagliari, una partita particolare anche per te, visto che hai giocato a lungo in Sardegna. Che gara ti aspetti?
“Seguo sempre il Cagliari. Dovevo andarci per un anno e sono rimasto cinque anni e mezzo, con Ranieri e Mazzone. Abbiamo raggiunto anche le semifinali di Coppa UEFA, quindi è una squadra alla quale sono legato. Però oggi la Roma è forte, è uno squadrone: deve scendere in campo per vincere senza fare troppi calcoli. Deve pensare a fare una grande partita e portare a casa i tre punti. Se non vinciamo neanche contro il Cagliari, tutti i sogni rischiano di svanire”.
Fonte: Radio Bruno Roma


