Storie di ex, Lecce - Roma: notti europee e quel derby indimenticabile
Prima puntata della rubrica che vi racconta gli ex della partita

La gara di questa sera ci regala la possibilità di una retrospettiva su due icone del recente passato romanista, che si trasferirono a Roma in coppia nell’estate del 2006.
Siamo certi che al solo nominarli vi verranno in mente un quantità enorme di flashback, per i più giovani ci pensiamo noi a raccontarvi il meglio.
MIRKO VUCINIC: IL TALENTO INTERMITTENTE
Classe ‘83, montenegrino di Nikšić, arriva alla Roma proprio dal Lecce sul filo di lana della sessione estiva di mercato del 2006 dopo 6 ottime stagioni in salento.
Molto abile nella progressione palla al piede, capace di svariare su tutto il fronte offensivo, completava il quadro delle proprie peculiarità con un’ottima capacità di assist per i compagni.
Il centravanti balcanico, nelle 5 stagioni trascorse all’ombra del Colosseo, si è reso protagonista di serate stellari che hanno infiammato il pubblico così come di episodi che spesso lo indispettivano.
Artefice della cavalcata che vide la Roma sfiorare lo Scudetto nel 2010 è senza dubbio ricordato in particolare per la doppietta siglata nella notte di Champions League del 2008 contro il Chelsea.
Lascia la Roma dopo 5 stagioni per trasferirsi agli odiati rivali della Juventus.
E’ attualmente allenatore della nazionale del Montenegro.
Piccola nota “di colore”: le esultanze di Vucinic contribuirono ad un cambio della regola stessa che all’epoca sanzionava esclusivamente il giocatore che si fosse tolto la maglia, spesso aggirata dal montenegrino che preferiva rimanere in mutande in caso di gol.
MARCO CASSETTI: AFFIDABILITA’ E L'URLO DELLA SUD
Bresciano di nascita, dove nasce nel 1977, arriva alla Roma proprio in coppia con Vucinic.
Terzino destro in grado di agire lungo tutta la fascia, non di rado schierato come quinto di centrocampo.
Vive nella Roma 6 stagioni caratterizzate da una grande disponibilità che gli vale la fiducia di gran parte dei suoi allenatori dell’epoca. Solo nell’ultimo anno, complice anche una profonda fase di ricostruzione con Luis Enrique, viene impiegato sensibilmente meno per poi lasciare i giallorossi nel 2012.
Ad illuminare la carriera romanista di Marco Cassetti senza dubbio contribuiscono due eventi principali:
ci sono gol che con la loro bellezza cancellano a volte intere partite, tuttavia è ben impressa nella mente dei romanisti la perla che si manifesta al 73esimo di Sampdoria - Roma di novembre 2006 e per l’appunto parte dal piede di Marco Cassetti che pesca Francesco Totti in posizione defilata quasi sul fondo sinistro dell’area di rigore. Il capitano romanista sfodera una volè di sinistro con cui fulmina il portiere sul lato opposto, siglando forse il suo più bel gol in carriera.
Tre anni dopo è direttamente Cassetti a guadagnarsi la gloria eterna. Si gioca il derby di andata, la Roma ha rimpiazzato Spalletti con Claudio Ranieri e tenta di recuperare il terreno perso in classifica. Al 44esimo, poco prima dell’intervallo Cassetti subentra all’infortunato Mexès e nel secondo tempo, al minuto 79, insacca alla destra di Muslera un pallone recapitatogli in area per ironia del destino proprio da Mirko Vucinic. L’olimpico è in festa, la città esulta, gli ospiti tornano a casa.
La partita termina così sull’1-0 per la Roma nell’ennesimo atto di supremazia cittadina con la zampata di un giocatore come tanti, al quale da quel momento toccò l’eternità.


