Quei nemici condottieri
“Se non puoi batterli, unisciti a loro”. Diceva così Giulio Cesare. E così ha fatto la Roma

“Se non puoi batterli, unisciti a loro”. Diceva così Giulio Cesare. E così ha fatto la Roma, che ha preso due pilastri dell’Atalanta dei miracoli per costruire una squadra vincente. Gasperini prima, De Roon poi. L’olandese, arrivato ieri nella capitale ed ufficializzato nella tarda serata, ha creato non poche polemiche. Come ha fatto del resto lo stesso tecnico. Caratteri forti, capaci di sopportare critiche ed attacchi per trasformarli in energia, motivazione e vittorie, soprattutto.
Ciò che serve alla Roma. “Anche io ero odiato”, ha detto Gasp in conferenza su “Martino”, per cui poi ha dato garanzie: “Quando lo conoscerete vedrete che è molto solido come persona, Marten ci darà valore nell'immediato. Anche io non ero dei più amati quando sono arrivato, lui sui social è divertente, è una bella persona".
Una scelta forte quella di portare a Roma un “irriducibile avversario”, come Il Messaggero descrive De Roon. Successe col "nemico" Manfredonia, poi Bianchi (Ottavio), Capello, Mou, avversari e poi condottieri. Il grande lavoro del nostro allenatore si vede anche nella saldatura del rapporto con una proprietà poco visibile, ma attenta a rispondere se stimolata. I Friedkin vogliono vincere qualcosa di importante, per il centenario e il nuovo Stadio, lo vuole anche l'allenatore e, più di tutti, lo vogliamo noi, campioni, assoluti di entusiasmo.


