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Perle, sogni e incubi: i precedenti della Roma con le altre avversarie di Champions

I gol di Vucinic, le goleade dell'Old Trafford, il "vecchio amico" Lucho e tanto altro in Europa

Leonardo Tardioli·28 agosto 2026·4 min
Perle, sogni e incubi: i precedenti della Roma con le altre avversarie di Champions

Il sorteggio di Champions League 26/27 è stato una sorta di amarcord con il suo passato europeo per la Roma. Già, perché oltre al Real Madrid che sta diventando un classico per i giallorossi, ci sono altre squadre che evocano diversi ricordi a partire dal Manchester United, ma anche come Sporting Lisbona o Slovan Bratislava ad esempio. Senza contare l’incontro con il Paris Saint-Germain. Nessuna sfida ufficiale in una competizione europea tra la Roma e i francesi – come con il Fenerbahce - ma allo stesso verrà ritrovato il “vecchio amico” Luis Enrique, primo allenatore dell’era americana nel 2011 e proprio lui sa bene cosa significhi perdere con lo Slovan Bratislava. Siamo ad agosto, Lucho è arrivato da due mesi e ha preparato la squadra secondo la sua idea di calcio. In Slovacchia scende in campo un misto tra la “vecchia” Roma con Borriello e Pizarro ad esempio e quella “nuova” con calciatori voluti da lui come ad esempio Stekelenburg. La Roma perde 1-0 e una settimana dopo all’Olimpico è chiamata a ribaltare la situazione. Segna Perrotta, il punteggio resta aperto e nel finale, quando c’è da spingere, Luis Enrique fa un cambio che spiazza tutti e il pubblico non gradisce: fuori Totti e dentro Okaka. C’è da segnare il raddoppio, ma la squadra si allunga e subisce l’1-1, punteggio con cui finirà la partita. Quella stessa sera, di fatto finisce anche l’avventura dello spagnolo in giallorosso, anche se resterà in panchina per tutta l’annata portando la Roma al 7° posto.

Lo Slovan Bratislava può essere definito un piccolo incubo per la Roma, quello più grande è senza dubbio il Manchester United che aveva sovrastato i giallorossi 4 anni prima della serata che Luis Enrique ricorda ancora oggi e che la sovrasterà anche 14 anni dopo quell’occasione. La prima volta siamo nel 2007, ai quarti della competizione. La squadra di Spalletti ha appena eliminato il Lione agli ottavi e gioca l’andata all’Olimpico senza nulla da perdere e gioca anche bene. Lo United soffre, va sotto nel finale del primo tempo per la rete di Taddei e pareggia a inizio ripresa con Scholes. In squadra ci sono anche due giovani già forti, ma non ancora i fuoriclasse che sarebbero diventati, ovvero Cristiano Ronaldo e Rooney ma quella sera si vedono poco. I Red Devils restano in 10 e subiscono il 2-1 di Vucinic. Finirà così, la Pasqua che intermezza la sfida di ritorno sarà bella in casa giallorossa perché per gli incubi ci sarà spazio al ritorno. All’Old Trafford bastano 16 minuti, prima Smith, poi il giovane Rooney spazzano via la Roma. Prima e subito dopo l’intervallo segna anche Cristiano Ronaldo e poi Carrick – attuale allenatore del Manchester – con un tiro a giro dal limite. De Rossi segna il gol della bandiera ma Evra farà anche il settimo. Finirà 7-1 e ancora oggi è la peggior partita dei giallorossi in Europa come passivo, al pari di quella casalinga contro il Bayern del 2014.

Prima del secondo incubo targato Man United, c’è spazio per altri due incroci nella Champions 2007/08 che i Red Devils vinceranno. Nel girone finisce 1-0 in Inghilterra e 1-1 con le squadre già qualificate all’Olimpico. Il secondo giro di giostra è ai quarti ad aprile 2008. La Roma è anche in piena lotta per lo scudetto e se la gioca ma perde, 0-2 proprio con reti di Ronaldo e Rooney. Al ritorno Spalletti ci crede, i giocatori pure e De Rossi ha l’opportunità di segnare su rigore. Spedisce alto. Altre occasioni, nessun gol. Per quello ci penserà Tevez. Altro 1-0 e Roma eliminata.

L’altro incubo. Meno netto del primo forse e allo stesso tempo incisivo come quello. Maggio 2021, semifinale di Europa League. Per la Roma l’ultimo obiettivo dopo un’annata iniziata bene e che sta finendo male in campionato. All’intervallo è 1-2 in rimonta ma nella ripresa ecco il blackout. Lo United dilaga e vincerà 6-2. La sfida di ritorno è quasi un’amichevole. In casa giallorossa c’è rassegnazione soprattutto nella tifoseria che è più contenta dell’arrivo di Mourinho come prossimo allenatore, con annuncio a pochi giorni dalla partita. Finisce 3-2 per la Roma ma è una vittoria di pirro.

È stata invece una vittoria importante quella sullo Sporting Lisbona nell’ottobre 2007. Siamo al girone, quello in cui c’è anche lo United insieme alla Dinamo Kiev. La doppia sfida con i portoghesi è decisiva ai fini del passaggio del turno e lo sa bene Mirko Vucinic che nell’ultimo quarto d’ora prende palla, se ne va sulla sinistra, rientra in mezzo a due avversari, calcia e segna il 2-1 finale. Al ritorno all’Alvalade un tiro deviato di Pizarro a pochi minuti dal 90’ fa 2-2 e la Roma ottiene la qualificazione proprio quella sera.

Un piccolo incubo è stata invece Roma-Lille della scorsa Europa League. Hanno vinto i francesi 0-1, ma è quello che è successo nel finale ad aver reso così questa partita. Rigore per la Roma. La partita è quasi alla fine e i giallorossi hanno provato pareggiarla fin li. Dal dischetto va Dovbyk e sbaglia. Si deve ripetere. Va ancora Dovbyk che sbaglia di nuovo. Si ripete ancora, stavolta va Soulè e sbaglia anche lui. Tre rigori e tre errori di fila, forse peggio che prenderne sette.

Infine l'AEK Atene e due precedenti che in pochi forse ricordano. Champions 2002/03, quella della prima vittoria a Madrid. Arrivano due pareggi sempre nel girone, 0-0 in Grecia e 1-1 all'Olimpico con reti di Delvecchio e Centeno.

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