Roma, due 4-0 raccontano una svolta: così Gasperini ha cambiato la squadra
La Roma vince 4-0 a Lecce dominando la partita per tutti i 90 minuti. Seconda vittoria consecutiva con lo stesso risultato per i giallorossi, che salgono così a punteggio pieno mantenendo anche la porta inviolata.

ANALISI DELLA PARTITA
La Roma si presenta con un 3-4-2-1: Svilar in porta, davanti a lui Hermoso, Mancini e Ghilardi, quest'ultimo titolare a causa dell'infortunio di Ndicka durante il riscaldamento. A centrocampo Wesley, Cristante, Koné e Lulli, con Soulé e Dybala alle spalle di Malen. Il Lecce affronta la partita con coraggio, provando sin da subito a pressare alto la Roma. Dopo appena quattro minuti, però, l'errore di Gaspar manda in porta Malen, che non sbaglia e porta avanti i giallorossi. Il gol nasce anche da un recupero palla alto di Hermoso, uno degli aspetti fondamentali del gioco di Gasperini. La Roma riesce fin da subito a prendere le misure agli avversari: ogni ripartenza del Lecce viene fermata sul nascere grazie al pressing alto, con i giallorossi spesso in anticipo sui riferimenti. In fase di possesso si cerca continuamente il fraseggio sulle corsie esterne, coinvolgendo sia gli esterni sia le ali. Un esempio perfetto è il secondo gol, nato dal dialogo tra Wesley e Soulé: l'argentino serve il brasiliano, che arriva sul fondo e mette il pallone in area per Malen. Molto positiva anche la gestione delle preventive sui calci piazzati, con la Roma sempre attenta a non concedere ripartenze.
Nel secondo tempo la squadra riparte esattamente come aveva concluso il primo: dominio del campo, possesso e pressione costante. Al 60' Gasperini inserisce Mora e Molina al posto di Soulé e Wesley. Il portoghese si posiziona sulla trequarti, mentre Molina prende posizione sulla fascia sinistra. Il tecnico cambia quindi leggermente l'assetto tattico, con Mora alle spalle di Malen e Dybala, mentre l'argentino si allarga maggiormente sulla destra. Il classe 2007 entra molto bene in partita e mette ulteriormente in difficoltà il Lecce nella zona centrale del campo. Oltre al gol, da sottolineare anche l'ottima intesa mostrata con Dybala, già evidente nei primi minuti insieme. Nel finale, da segnalare anche lo spostamento di Lulli sulla fascia sinistra, con Molina che torna invece sulla corsia di destra, la sua posizione preferita.
ANALISI DEI SINGOLI
Partita praticamente da spettatore per Svilar, poco impegnato per tutta la gara. Da segnalare comunque un'uscita nel primo tempo, una delle sue caratteristiche migliori.
Mancini domina il duello con Geubbels, vincendo praticamente ogni contrasto grazie al tempismo negli anticipi e alla fisicità. In fase offensiva la Roma riesce spesso a creare superiorità numerica grazie agli inserimenti dei difensori.
Ghilardi, in particolare, attacca più volte lo spazio alle spalle della linea avversaria, venendo premiato in diverse occasioni da Dybala.
Ottima partita anche per Hermoso, bravo nell'accompagnare l'azione e nel sostenere la costruzione dal basso. Va invece maggiormente in difficoltà quando viene puntato con tanto spazio alle proprie spalle.
In mediana Cristante è ancora una volta granitico: fondamentale sia nelle transizioni sia nella costruzione, dove spesso si abbassa sulla linea dei difensori per facilitare l'uscita del pallone.
Konè accompagna l'azione ed è perfetto nel seguire l'avversario di riferimento dando sempre equilibrio al centrocampo.
Wesley e Lulli garantiscono ampiezza alla squadra, contribuendo a svuotare la zona centrale e creare spazio per i giocatori offensivi. Entrambi cercano con insistenza l'uno contro uno, soprattutto il classe 2007, che prova spesso ad arrivare sul fondo per mettere palloni in area.
Soulé viene incontro per aiutare la squadra a uscire dal pressing del Lecce, mentre Dybala tende a partire più largo per poi accentrarsi con il pallone tra i piedi.
Malen cerca costantemente la profondità, ma è bravo anche a venire incontro per partecipare a triangolazioni rapide. Il suo movimento continuo mette in difficoltà la difesa salentina per tutta la partita.
Positivo anche l'impatto dei giocatori subentrati, capaci di mantenere lo stesso livello di intensità e lo stesso assetto tattico. L'eccezione è Mora, che offre qualcosa di diverso dando alla Roma una soluzione in più centralmente.
CONCLUSIONE
La Roma porta a casa una partita più semplice di quanto ci si potesse aspettare alla vigilia. La prestazione è convincente per intensità, organizzazione e qualità del gioco, ma va contestualizzata anche considerando la prestazione negativa del Lecce e il divario tecnico tra le due squadre.
Il dato più importante, però, resta un altro: due 4-0 consecutivi, sei punti e zero gol subiti. Un inizio che conferma le prime sensazioni positive sul lavoro di Gasperini.


