Gasperini l’Europeo: dirige mister Coppe, la Roma va all’assalto
Roma più Gasperini è un incrocio che fa sognare

Quella notte di sei anni fa a Lisbona fa ancora male. L’Atalanta dà una lezione memorabile al Psg di Mbappé e Neymar per quasi 90’, l’aggredisce, la fa tremare, la mette sotto con Pasalic. Però nel finale entrano in campo anche i bilanci e la storia cambia: Tuchel lancia Mbappé, Gasperini può rispondere con il carneade Da Riva. Ma al 90’ quel demonio di Marquinhos infila il pari e tre minuti dopo Choupo-Moting ribalta il risultato. Addio semifinale di Champions 2020. Non sarà l’unica da ricordare, fino all’Europa League conquistata nel 2024 a Dublino strapazzando il Leverkusen.
Roma più Gasperini è un incrocio che fa sognare. Stasera a Istanbul, zona asiatica oltre il ponte sul Bosforo, c’è la “prima” di Champions contro il Fenerbahçe all’italiana di Skriniar, Muriqi, Muldur, del panchinaro Lukaku grande ex, dello squalificato Guendouzi. Sembra campionato. La Roma manca in Champions dal 2019, quando Zaniolo al top non bastò contro il Porto.
L’interessato non si sottrae al confronto scomodo con la “prima” di Champions dell’Atalanta: “*Quella era una squadra al debutto, qui c’è tanta esperienza”. Non è facile che un tecnico si sbilanci così. I discorsi sulla “sostenibilità” tattica lasciano il tempo che trovano: Malen sarà al centro dell’attacco per confermarsi in Europa, con accanto l’ispiratissimo Dybala d’inizio stagione. Per la terza maglia favorito Soulé su Mora e Pisilli.* Che poi sia 3-4- 1-2 o 3-4-2-1 non è la stessa cosa tatticamente, ma è un dettaglio dal punto di vista psicologico: conta l’atteggiamento offensivo.


