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Chi è Leo Balerdi, il “Flaco” del Gasp: la scheda

Scopriamo le qualità del centrale argentino, che scommettiamo non sarà soltanto una riserva

Gianmarco Vinasi·29 agosto 2026·2 min
Chi è Leo Balerdi, il “Flaco” del Gasp: la scheda

Con l'addio di Ziolkowski era rimasta vuota una casella al centro della difesa, che la Roma non ha esitato a riempire con l’arrivo di Leonardo Balerdi.

Trattativa chiusa sulla base di un prestito con diritto di riscatto, che può diventare obbligo al realizzarsi di alcune condizioni.

LE GIOVANILI AL BOCA

Nato il 26 gennaio 1999 (27 anni) a Villa Mercedes nella provincia di San Luis, inizia la sua carriera nelle giovanili del Boca Juniors in cui si muove nella zona mediana del campo, ruolo che gli ha lasciato una buona qualità nell' impostazione del gioco dal basso. Qualche anno più tardi verrà arretrato al centro della difesa e non lascerà più il ruolo.

L’ESORDIO TRA I GRANDI E IL RICHIAMO DELL’EUROPA

La sua carriera nella squadra maggiore del Boca è estremamente breve, tanto che nel 2019,dopo appena 6 mesi, non resiste alle sirene europee provenienti da Dortmund.

L’ADATTAMENTO AL CALCIO EUROPEO ED IL PASSAGGIO ALL’OM

Rimane al Dortmund per una sola stagione, condita da 8 presenze per un totale però di appena 128 minuti giocati.

Certamente non gioca a suo favore la grande concorrenza che all' epoca era presente in quel ruolo nelle file del Borussia, in ogni caso di ritenuto ancora “acerbo” per i ritmi e la fisicità della Bundes, viene ceduto in prestito con diritto di riscatto al Marsiglia.

CONSACRATO DA TUDOR E DE ZERBI

È in Francia che Balerdi trova il suo ambiente ideale, migliorando sul campo anno dopo anno soprattutto grazie agli insegnamenti ricevuti agli ordini di Tudor prima e di De Zerbi poi.

In questi anni diventa uno dei leader carismatici, nonchè capitano dell’ Olympique Marsiglia crescendo in tutti i fondamentali di gioco e diventando una pedina inamovibile della difesa transalpina.

PERCHÉ LA ROMA LO HA VOLUTO

Forte di una difesa affiatata, Gasperini è alla ricerca di rotazioni di maggior livello rispetto al passato.

In questa ottica si inserisce l’acquisto dell'argentino, capace di dare respiro al terzetto arretrato - più probabilmente a Ndicka - mantenendo un tasso tecnico alto e guadagnando una qualità di impostazione dal basso che probabilmente manca. Completa il quadro un’ottima capacità di accorciare il campo uscendo in anticipo sull’avversario, qualità che il tecnico romanista chiede alla sua linea difensiva oltre ad una pericolosità sulle palle inattive data dai suoi 188 cm di altezza.

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