Analisi partita

Alberto Aquilani e il ritorno all'Olimpico da allenatore: storia del "Principino" che gioca un calcio propositivo

Da calciatore ha contribuito al miglior gioco della Roma degli ultimi decenni che ha messo in pratica (in parte) nelle esperienze da tecnico

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Alberto Aquilani e il ritorno all'Olimpico da allenatore: storia del "Principino" che gioca un calcio propositivo

Non sarà la prima volta che Alberto Aquilani tornerà allo stadio Olimpico da avversario della Roma. Era già accaduto diverse volte da giocatore. Sarà però la prima da allenatore. Forse un po' precoce come la sua carriera da calciatore ma comunque attesa e sentita anche se cercherà di non darlo a vedere. Perché Aquilani come ad esempio De Rossi e tanti altri ex calciatori, è romanista dentro e davvero. E seppur giovane e con qualche ostacolo fisico, ha contribuito a scrivere una piccola parte di storia della Roma e a far parte della squadra giallorossa che ha giocato il miglior calcio degli ultimi 30 anni. Quella allenata da Luciano Spalletti dal 2005 al 2009.

L'esordio che sa già di futuro

Se le storie belle non iniziano per caso, quella di Aquilani con la Roma non comincia in un giorno qualunque. L'esordio è datato 10 maggio 2003, avversario il Torino già retrocesso. La vittoria giallorossa per 3-1 passerà alla storia per il primo gol assoluto di De Rossi e al 90', a risultato acquisito, ecco che mister Capello inserisce anche un altro giovane di belle speranze e tanto talento, prossimo a compiere 19 anni: Alberto Aquilani. L'esordio assomiglia quasi ad un passaggio di consegne perché il giovane rileva Emerson, di cui prenderà stabilmente il posto due stagioni dopo e al suo rientro dall'annata in prestito alla Triestina in Serie B. Il brasiliano infatti passerà alla Juve, mentre il giovane Aquilani ormai 20enne, comincerà a giocare con continuità trovando 29 presenze totali in Serie A senza segnare. Sarà la sua stagione (2004/05) con più partite in giallorosso, in cui la Roma cambierà quattro allenatori e sfiorerà la Serie B salvandosi alla penultima giornata.

Punto esclamativo

Estate 2005, sulla panchina della Roma arriva Luciano Spalletti e Aquilani continua a trovare spazio e anche i gol. Il primo in assoluto arriva il 15 settembre 2005 al primo minuto della sfida di Coppa UEFA contro l'Aris Salonicco vinta 5-1 all'Olimpico. Per il primo in A invece, bisognerà aspettare gennaio e sarà un gol pesante che varrà 3 punti. È il giorno 8 per la precisione e la Roma gioca all'Omobono Tenni di Treviso. Pomeriggio freddo e uggioso quello veneto, quasi con la nebbia. Un'atmosfera che viene squarciata da una conclusione dal limite del giovane Aquilani: 0-1 e 3 punti presi. Seconda della serie di 11 vittorie consecutive conquistata. Il giovanotto che Spalletti schiererà spesso da regista al fianco di De Rossi nel suo 4-2-3-1 metterà il sigillo anche sull'undicesima della serie. È la partita più sentita a Roma, il derby che il giovane Aquilani chiude al minuto 63 con un piatto destro in corsa che fissa lo 0-2 finale.

L'affermazione e i trofei

Il meglio deve ancora venire però e comincia ad arrivare sul finire dell'estate 2006. A San Siro si gioca la Supercoppa Italiana, il giovane Aquilani viene schierato ancora nel centrocampo a due e segna proprio due gol all'Inter. Alla fine saranno ininfluenti perché dal momentaneo 0-3 i nerazzurri ribalteranno la situazione vincendo il trofeo. Peccato e poco importa se di lì a poco arriverà anche Pizarro che diventerà il regista di quella squadra bella e quasi perfetta. Spalletti lo sposterà un po' più avanti alternandolo con Perrotta in posizione di trequartista e con lo stesso cileno quando avrà bisogno di riposare, riportandolo in mediana. Aquilani diventa così un jolly che segna altri gol e dispensa giocate, vedi la rabona con cui apre l'azione che porterà alla rete decisiva di Totti a San Siro che a sua volta ridarà la vittoria ai giallorossi in quello stadio contro il Milan dopo quasi 20 anni. I gol, spesso dalla distanza, contribuiranno ai successi giallorossi e al loro raggiungimento, come quello su rigore nella semifinale di Coppa Italia 2008 contro il Catania che manderà la Roma in finale quando conquisterà il trofeo battendo l'Inter con Aquilani in campo da titolare. Il suo palmares in giallorosso dice due Coppe Italia (2007 e 2008) e una Supercoppa Italiana (2007), giocata da titolare e annullando un certo Patrick Vieira a centrocampo.

Gli infortuni e l'addio

Se non ci fossero stati gli infortuni, probabilmente staremmo raccontando una storia più dettagliata tra Alberto Aquilani e la Roma. Invece dobbiamo menzionarli perché se è stato lontano dal campo per mesi nelle sue stagioni giallorosse è solo per gli infortuni. A pochi giorni dalla rabona di San Siro uno scontro in allenamento con Taddei gli procura una problema al ginocchio con tre mesi di stop. Nella stagione successiva infortunio muscolare in Champions, in quel di Manchester e altri mesi fuori prima di tornare per il gol in Coppa Italia. "Maledetta Inghilterra!" perché anche nel 2008 e ad una decina di giorni dalla prima doppietta segnata in azzurro al Montenegro, arriva un altro lungo stop che stavolta non inciderà soltanto sulle presenze ma anche sul futuro. Aquilani si fa male il 22 ottobre 2008 nella sfida persa 1-0 in casa del Chelsea e tornerà soltanto a marzo per il ritorno degli ottavi contro un'altra inglese, l'Arsenal. Batterà e segnerà uno dei rigori finali prima che Tonetto sbagli quello decisivo. Una sfida in cui era entrato in campo con un'infiltrazione alla caviglia e che sarà anche la sua ultima con la Roma nonostante il rinnovo siglato proprio in quel periodo. Ad agosto 2009 in Inghilterra ci andrà per davvero e a titolo definitivo. Direzione Liverpool e la Roma la ritroverà solo da avversario negli anni a venire con le maglie di Juve, Milan e Fiorentina.

L'abbraccio (col vestito neroverde) e l'influenza di Spalletti

Sono state diverse le date della carriera da calciatore di Aquilani citate in questo articolo alla quale si dovrà aggiungere quella di sabato 7 novembre che è proprio quella del ritorno all'Olimpico e della prima volta da allenatore contro la Roma. Lo stadio e i tifosi giallorossi sicuramente tributeranno applausi ad un calciatore a cui hanno voluto bene e di cui sono stati dispiaciuti della sua cessione. Oggi Alberto Aquilani è un giovane allenatore che gioca un calcio di qualità, nel quale cerca sotto certi aspetti, anche l'innovazione. Un po' come Spalletti quando era arrivato a Roma.

Il modulo non sarà lo stesso, ma alcuni principi si. Palla a terra, tecnica, verticalità, profondità, sovrapposizioni e inserimenti senza palla. Chissà dove arriverà, magari un giorno tornerà anche alla Roma, di certo le premesse per una bella carriera da tecnico ci sono tutte.

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