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Torino–Roma 0-2 — I nostri eroi colorano di giallorosso il Grande Torino

"La Roma, stasera, aveva una fame feroce: il Toro ha provato ad incornare, ma la Roma ha risposto con i denti del lupo"

Mirko Lamantea·14 settembre 2026·2 min
Torino–Roma 0-2 — I nostri eroi colorano di giallorosso il Grande Torino

La Roma entra al Grande Torino con la faccia cattiva e se ne va con tre punti che pesano come un macigno. Partita non semplice, a tratti nervosa: perfetta per capire chi ha fame e chi no. E la Roma, stasera, aveva una fame feroce: il Toro ha provato ad incornare, ma la Roma ha risposto con i denti del lupo.

Malen Re Mida: gli basta toccare pochi palloni per trasformarli in oro. Ogni controllo è una minaccia, ogni accelerazione un colpo, ogni tiro un destino già scritto. Segna come se fosse la cosa più naturale del mondo: tocco sotto, rimpallo, tocco da terra e gol. E ogni volta che riparte, sembra dire: “Se mi lasci mezzo metro, ti punisco”. È devastante, è inevitabile, è l’attaccante che ti cambia la stagione. Anche quando inventa un assist al bacio che Molina spreca con un tiro al volo che sarebbe stato candidato al FIFA Puskás Award.

Dybala Apollo: bellezza, arte e talento. Paulo non si limita a giocare: comanda, dirige, orchestra. Addirittura torna in difesa, con una brillantezza che non si vedeva da anni. Tocchi velenosi, aperture che tagliano la difesa come un coltello, pause che fanno impazzire gli avversari. Quando la Joya decide di illuminare, la Roma diventa una squadra che ti soffoca senza correre: ti colpisce con la testa, con la tecnica, con la qualità. È il cervello della squadra, il faro che non si spegne mai. E con Malen la miccia resta sempre accesa.

Pisilli Ares: una furia. Corre come se avesse un conto aperto con il mondo, strappa, pressa, si inserisce. Sembra Tardelli per come interpreta il ruolo: mezzala totale, feroce, instancabile. Il gol del raddoppio è una coltellata: diagonale cattivo, corsa che non finisce, esultanza tra i crampi da sfinimento. È un ragazzo, ma gioca da veterano che non vuole perdere mai.

Balerdi Talos: un gigante che non concede nulla, non sbaglia i tempi e non perde un duello. È un muro solido, un difensore che respinge tutto e tutti. Accanto a lui, Svilar è la solita sicurezza: parate pulite, uscite perfette, zero fronzoli, zero paura. Quando il Toro prova a sfondare, lui chiude la porta e butta via la chiave. Sarà dura tenerlo fuori dal terzetto titolare.

E Gasperini? Odisseo: stratega, astuto, le indovina tutte e torna vittorioso. Cambi perfetti e mai scontati, letture chirurgiche, squadra sempre corta, sempre cattiva, sempre sul pezzo. Una Roma che sa soffrire, sa colpire, sa chiudere. Una Roma che non si nasconde più e resta in partita ed in condizione per 95 minuti. Ora l’Inter. La ospitiamo da capolisti. Sognare è un nostro diritto: crediamoci.

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