Talento e consapevolezza: è il miglior Dybala di sempre?
Un avvio di campionato scoppiettante per Paulo, che a 32 anni punta ad una stagione d'oro

Dopo i 79 minuti contro la Fiorentina nella 1a giornata di campionato, conditi da 3 assist per la tripletta di Donny Malen a Lecce ancora 84 minuti utili a chiudere la pratica nel primo tempo ma anche a rimanere in campo fin quasi al termine della partita andando anche molto vicino alla marcatura personale.
E’ la vigilia di Roma-Atalanta, la serenità e l’entusiasmo dell’ambiente giallorosso sono scossi da una notizia che riporta alla mente fantasmi recenti: “Dybala è infortunato, non gioca, non ce la fa”, queste immaginiamo siano state le parole - forse anche ben più colorite - che hanno riempito i bar, i parchi, i luoghi di lavoro della città dalla mattina di sabato.
Poche ore dopo Gasperini dirà in conferenza: “Paulo sta bene, non ha nulla, ma deve sentirsi sicuro di poter giocare”.
Non sono bastate queste parole a rasserenare la piazza, che troppo spesso ha visto l’argentino in difficoltà fisica, così l’ansia si è protratta fino alle formazioni ufficiali della domenica sera, poi…“Paulo gioca!Oh regà Dybala dal 1’!”
E non solo Dybala ha giocato dal 1’ minuto, ma ha terminato la partita al 93esimo col fischio finale di Colombo a suggellare una serata folle, di passione e amore.
Il 21 giallorosso in questi tre incontri ha mostrato una condizione fisica smagliante con cui ha potuto sostenere la sua immensa — e mai messa in dubbio — qualità tecnica. Abbiamo notato come, in alcuni frangenti della gara, Paulo sembri quasi camminare in campo, gestendo i ritmi e misurando ogni sforzo per sentire il proprio corpo. Ma quando un campione simile cammina, non c'è mai nulla di sterile: il suo posizionamento serve comunque a cucire i reparti e a far girare l'intera squadra a due tocchi.
È dentro questa gestione sapiente che è scattata un'intesa immediata con Donny Malen e con tutto il reparto offensivo. Dove l'argentino legge il tempo della giocata prima ancora di ricevere palla, l'olandese attacca la profondità con fame vorace. I tre assist dell'esordio non sono stati un episodio isolato, ma il manifesto di una sinfonia d'attacco in cui Dybala agisce da direttore d'orchestra: quando si abbassa per legare il gioco attira su di sé la pressione avversaria aprendo varchi enormi, quando rifinisce trasforma ogni possesso in un pericolo costante. La Roma davanti sembra muoversi al suo ritmo, in un dialogo continuo dove il suo talento non è mai fine a se stesso, ma serve a rendere migliore chiunque gli giochi accanto.
Il talento di Laguna Larga, in giallorosso dal 2022, ha ormai 32 anni e senza dubbio atleticamente è stato falcidiato da diversi infortuni anche ripetutisi nel tempo, ma sta dando prova di essere ancora — ci azzardiamo a dirlo — il miglior talento della Serie A per distacco.
Non è raro sentire tifosi juventini rimpiangere l’argentino, che in bianconero ha vissuto senza dubbio le sue stagioni più esaltanti, Paulo però non ci ha messo molto a farsi amare da quelli che per lui prima erano assoluti rivali.
Nella mente tutti abbiamo ancora la sua presentazione al Colosseo Quadrato così come le tante giocate di qualità ed i gol che ci hanno permesso di credere nei sogni europei, nè tantomeno possiamo dimenticare quelle lacrime accanto a Matic che non aveva altre parole se non “That’s football” per la finale di Europa League sfuggita dalle mani ai calci di rigore.
Ci piace pensare che Paulo quelle lacrime le voglia vendicare sportivamente dimostrando di poter portare la Roma più in alto possibile, perchè è vero che “Así es el fútbol... pero qué querés, este es Dybala”.


