Storie di ex, Udinese-Roma: il genio, il muro e il bomber
Raccontiamo oggi le storie di Pizarro, Benatia ed Abel Balbo

Il legame di mercato e di campo tra Udinese e Roma ha radici profonde e ha regalato alla Serie A alcuni degli interpreti più amati, tecnici e carismatici degli ultimi trent'anni. Ripercorrere le parabole di David Pizarro, Medhi Benatia e Abel Balbo significa attraversare epoche differenti del nostro campionato, fatte di sogni europei, difese insuperabili e tanti gol.
David Pizarro: Il "Pek", geometra e metronomo totale
Il viaggio ha inizio con il centrocampista di classe immensa che ha trovato in Friuli la sua dimensione ideale. Arrivato a Udine dopo le prime esperienze italiane e un ritorno in patria, il regista cileno è diventato il metronomo e il faro della squadra sotto la guida di Luciano Spalletti, trascinando i bianconeri fino alla storica qualificazione in Champions League nel 2005. Con la maglia dell'Udinese ha collezionato 143 presenze e 16 gol, prima di seguire proprio Spalletti nella Capitale nell'estate del 2006. A Roma, Pizarro è diventato l'architetto imprescindibile del centrocampo giallorosso, totalizzando 209 presenze e 16 reti e impreziosendo la sua bacheca con due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana, confermandosi come uno dei registi più raffinati della sua generazione.
Medhi Benatia: Il muro che dominava l'area
Dalla genialità in mezzo al campo si passa alla solidità difensiva del centrale marocchino, che ha lasciato un segno profondo in entrambe le piazze. Prelevato dal Clermont, si è imposto rapidamente in Friuli per strapotenza fisica, tempismo negli anticipi e uno spiccato vizio del gol sui calci piazzati, chiudendo la sua esperienza udinese con 97 presenze e 7 reti. Nell'estate del 2013 è passato alla Roma, disputando una singola stagione semplicemente monumentale sotto la guida di Rudi Garcia. In quell'anno formidabile, Benatia ha formato con Leandro Castán una coppia difensiva imperforabile, contribuendo in modo massiccio al record di 85 punti e collezionando 37 presenze e 5 gol che lo hanno consacrato tra i migliori difensori d'Europa.
Abel Balbo: Il centravanti implacabile
Il quadro si completa con il centravanti argentino, uno degli attaccanti più letali della storia della Serie A. Balbo è sbarcato in Italia a fine anni Ottanta, consacrandosi definitivamente in bianconero tra Serie B e massima serie e firmando ben 69 gol in 144 presenze, numeri che hanno attirato l'attenzione delle grandi big. La sua consacrazione definitiva è arrivata a Roma, dove è diventato l'idolo indiscusso della Curva Sud grazie a 87 reti in 182 presenze complessive, vissute in due diverse tappe e impreziosite dalla straordinaria partecipazione alla rosa che ha conquistato lo Scudetto nel 2001.


