Storie di ex, Napoli-Roma: doping, tradimenti e mancati ritorni in una rivalità più accesa che mai
Due squadre da sempre vicine e simili sotto molti aspetti, che però vivono di una fortissima rivalità sportiva, le storie di Carnevale, Manolas e Politano ce lo raccontano

Ci sono sfide che trascendono la semplice classifica e si nutrono di memoria, di tradimenti sportivi, di ritorni mancati e di percorsi incrociati. Napoli-Roma non è mai una partita come le altre, e la storia delle due società è ricca di protagonisti che hanno vestito entrambe le maglie, lasciando un'impronta indelebile nelle rispettive tifoserie. Tra scudetti storici, colpi di mercato estivi e memorabili porte girevoli, tre nomi in particolare raccontano alla perfezione le diverse sfumature di questo affascinante incrocio sull'"asse del Sole".
Andrea Carnevale: il ponte tra l'era Maradona e la Capitale
Il primo ritratto appartiene ad Andrea Carnevale, il simbolo dell'attaccante capace di vivere l'apice della propria carriera all'ombra del Vesuvio per poi trasferirsi nella Capitale. Arrivato a Napoli dall'Udinese nel 1986, si affermò rapidamente come una delle armi offensive fondamentali del primo ciclo vincente azzurro. Integrandosi alla perfezione in un attacco stellare guidato da Diego Armando Maradona, Bruno Giordano e Careca, Carnevale diede un contributo decisivo alla conquista di due Scudetti, una Coppa Italia e una Coppa UEFA, firmando gol pesantissimi nelle serete europee e nei momenti chiave del campionato. Nel 1990 arrivò la chiamata della Roma, inaugurando una parentesi partita bene ma ben presto ostacolata dalla nota squalifica per la vicenda del Lipopill insieme ad Angelo Peruzzi. Nonostante le avversità, il centravanti riuscì comunque a lasciare il segno in giallorosso, contribuendo al percorso che portò alla conquista della Coppa Italia nel 1991 e allo straordinario cammino europeo culminato nella finale di Coppa UEFA.
Kostas Manolas: dal ruggito con la Roma al trasferimento a Napoli
Se si evoca il nome di Kostas Manolas sponda romanista, la memoria collettiva corre immediatamente alla notte fantastica del 10 aprile 2018. Il suo colpo di testa per il definitivo 3-0 contro il Barcellona valse un'epica qualificazione alle semifinali di Champions League e consegnò il difensore greco alla storia del club. Per cinque stagioni Manolas è stato il pilastro insostituibile della retroguardia giallorossa, collezionando oltre duecento presenze ed evidenziando doti fisiche eccezionali. Nell'estate del 2019, complici le esigenze di bilancio e le dinamiche della sessione estiva, la Roma decise di cederlo al Napoli per circa trentasei milioni di euro. All'ombra del Vesuvio il centrale ritrovò l'ex compagno Piotr Zieliński e andò a comporre una coppia difensiva di altissimo profilo insieme a Kalidou Koulibaly, aggiungendo al proprio palmarès la Coppa Italia del 2020 prima di far ritorno in patria all'Olimpiakos.
Matteo Politano: tra settore giovanile giallorosso e consacrazione azzurra
La parabola di Matteo Politano racconta invece un legame viscerale con i colori giallorossi nato durante gli anni del settore giovanile, sfociato poi in una clamorosa trattativa di mercato mancata e nella successiva consacrazione in maglia azzurra. Romano di nascita e cresciuto nel vivaio della Roma, con cui ha conquistato un Campionato Primavera e una Coppa Italia di categoria, l'esterno offensivo non ha mai avuto la possibilità di esordire in prima squadra in gare ufficiali. Il suo destino si incrociò nuovamente con Trigoria nel gennaio del 2020, quando fu al centro del celebre scambio con Leonardo Spinazzola poi sfumato in extremis a visite mediche effettuate. Proprio subito dopo il mancato ritorno nella Capitale, Politano si trasferì al Napoli, diventando negli anni una pedina fondamentale sulla corsia di destra grazie a costanza tattica, rientri sul sinistro e uno spirito di sacrificio impeccabile, fino a coronare il suo percorso partenopeo con la vittoria dello Scudetto da protagonista nella stagione 2022-2023.


