Con Malen e Castro insieme è per una Roma più pericolosa
I due attaccanti giallorossi hanno giocato in coppia 25 minuti nel secondo tempo di Napoli e se Gasp continuasse a schierarli insieme?

Tra i diversi assetti tattici adottati da mister Gasperini in questo inizio di stagione ce n’è uno che si è visto poco e che ha fatto vedere quanto possa essere efficace. Si tratta di quello che vede Castro e Malen insieme al centro dell’attacco e dunque una Roma con due punte. Un assetto tattico che nel calcio moderno si è perso e che invece in passato ha dato grandi benefici alle squadre che lo adottavano. I due centravanti giallorossi sono stati schierati insieme nel secondo tempo di Napoli, quando con la squadra sotto 2-0, hanno contribuito alla prima rimonta che ha portato al 2-2. Malen e Castro in questo frangente non hanno segnato, ma hanno dato un contributo determinante alla manovra offensiva della Roma.
Movimenti e pericolosità
Riagganciandoci a quanto scritto nel punto precedente, i due attaccanti giallorossi insieme hanno dato maggiore profondità alla squadra. Un aspetto che parte dai movimenti senza palla fatti nella zona centrale del campo che a loro volta hanno permesso uno sviluppo maggiore del gioco sia sugli esterni che a Soulè che agiva in posizione centrale. È grazie a loro infatti se il numero 18 argentino è riuscito ad avere lo spazio per calciare dal limite trovando la rete che ha riaperto la sfida del Maradona. Malen e Castro insieme hanno tenuto bassa la difesa del Napoli che ha visto anche il resto della squadra abbassarsi, facendo comunque fatica a difendersi. In totale i due attaccanti giallorossi hanno giocato insieme per 25 minuti al Maradona, prima dell’uscita dell’olandese all’84’ rilevato da Mora. Dunque, basandoci soltanto su questo scorcio di partita, si può affermare che l’esperimento abbia funzionato e sia utile alla squadra.
Perché non riproporlo?
Ecco, la domanda allora nasce spontanea: perché non riproporre Castro e Malen di nuovo insieme e magari dall’inizio? Sarebbe una scelta tattica che darebbe benefici soprattutto contro squadre che difendono con un blocco basso e contro cui in generale, è difficile sfondare con gli uno contro uno proprio a causa della loro disposizione tattica. Certo, nessuno dei due calciatori giallorossi ha un fisico possente ed è alto almeno 190 cm, ma insieme abbiamo visto come possano risultare importanti. Senza contare che le loro qualità tecniche si abbinano al punto da rendere i due complementari tra loro. Due centravanti contro una squadra schierata con la difesa a tre, come con molta probabilità sarà l’Udinese sabato 31 ottobre potrebbero essere la chiave per riportare la Roma al successo in trasferta in campionato che manca dalla 4^ giornata, precisamente quando i giallorossi vinsero 0-2 in casa del Torino. Era il 14 settembre scorso e anche in quel caso Malen – dopo aver sbloccato la partita – aveva lasciato il posto a Castro al 57’. Come accaduto anche contro il Cagliari, dove l’olandese ha rilevato l’argentino al 56’, segnando mezz’ora dopo il gol del momentaneo 3-2.
Quasi sempre una staffetta
A guardare il minutaggio di Castro e Malen in queste prime partite di campionato e soprattutto la gestione fatta da Gasperini, si nota come il tecnico giallorosso abbia pensato più al loro impiego come una staffetta, rispetto al proporli insieme. Un aspetto su cui in diversi casi ha inciso anche il momentaneo risultato. Ad esempio, nelle prime due partite contro Fiorentina e Lecce Castro è entrato rispettivamente 68’ e al 67’ proprio rilevando l’olandese. Con l’Atalanta il suo ingresso c’è stato al 63’ e sempre per Malen. Scritto nel paragrafo precedente della sfida contro il Toro, notiamo come contro Inter e Como Castro sia rimasto in panchina. Nel primo caso Gasperini aveva spiegato nel dopo-gara che molti dei cambi erano stati dettati dalle condizioni fisiche dei difensori, mentre nel secondo, Malen è stato espulso al 53’. Non ci sarà mai la controprova, ma resta il dubbio che forse l’ingresso di Castro in queste due partite avrebbe potuto contribuire, in primis tenendo basse le avversarie e poi dando più profondità e pericolosità ai giallorossi. Nemmeno si può parlare di turnover, visto che in Champions il trend è lo stesso con Castro dentro al 59’ soltanto contro lo Slovan e sempre al posto dell’olandese. Nei primi due match l’argentino non è mai sceso in campo e l’altra da titolare in Serie A, è arrivata proprio quando Malen era squalificato contro il Genoa. Dunque è chiaro che Gasperini voglia gestire i due in questa maniera almeno in questa prima fase. Poi chissà, magari nel momento decisivo della stagione li vedremo di più in campo insieme.


