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La sindrome del tè caldo

Mi sa che sia l’intervallo a fregare la Roma

Redazione·11 settembre 2026·1 min
La sindrome del tè caldo

Mi sa che sia l’intervallo a fregare la Roma, il tè caldo tanto caro a Caressa che non si beve più

da secoli ma che ha sublimato metaforicamente l’esistenza della pausa tra i due tempi. Sabato scorso, chiusa una prima parte di autentico dominio, oltre che di rara bellezza, la Roma aveva sorprendentemente subìto il gol di Ederson giusto due minuti dopo il rientro in campo e ieri ha fatto lo stesso. Mezz’ora e un po’ da padrona del gioco e poi, a inizio ripresa, altra gentile concessione: al Fener ne sono bastati tre, di minuti, per ottenere il pareggio con Brown.

Nel complesso la Roma ha costruito tanto, ma creato di meno rispetto alla partita con l’Atalanta **e nel finale è stata addirittura fortunata quando la traversa le ha evitato il sorpasso. La Roma ha confermato di credere tanto nelle proprie capacità, mostrato la giusta aggressività e evidenziato una volta di più l’importanza di due giocatori, Koné e Dybala, fondamentali nelle due fasi, recupero e proposta.

La squadra di Gasperini sta dimostrando di riuscire a superare i momenti di difficoltà e inseguire sempre il risultato. Perfetto l’atteggiamento. Fasi di autentica sofferenza ne ha conosciute poche anche a Istanbul: i primi dieci, dodici minuti del primo tempo - un paio di conclusioni dei turchi - e altrettanti nel secondo quando si è registrato un vistoso calo di Wesley sul quale Kartal aveva sistematicamente raddoppiato.

(Ivan Zazzaroni, Corriere dello Sport)

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