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Fenerbahçe–Roma: un punto prezioso 7 anni dopo

La Roma torna in Champions League in una notte che sembra fatta apposta per misurare la tenuta emotiva di una squadra

Mirko Lamantea·11 settembre 2026·2 min
Fenerbahçe–Roma: un punto prezioso 7 anni dopo

La Roma torna in Champions League in una notte che sembra fatta apposta per misurare la tenuta emotiva di una squadra: Istanbul, il Saracoğlu che vibra, il rumore che non si spegne mai, quel modo tutto turco di trasformare una partita in un assedio sonoro. Dentro questo caos, la Roma entra con passo sicuro, come chi sa che il contesto è difficile ma non vuole subirlo.

I primi minuti sono di controllo, di palloni giocati senza fretta, di linee corte. Svilar mette tranquillità su un paio di occasioni dei turchi, poi ci pensa il duo Malen–Cristante sul finale del primo tempo: l’olandese porta a spasso mezza difesa, apre il campo e scarica per il mediano che spezza il rumore con un diagonale pulito e imparabile dal limite. Oltre a Pellegrini, Cristante è l'unico dell'attuale rosa che era presente contro il Porto 7 anni fa: scherzi del destino. Si va al riposo sullo 0-1: una Roma solida, a tratti dominante a centrocampo grazie ad un Koné sempre presente nelle seconde palle.

Al rientro dagli spogliatoi, la partita cambia subito. Il Fenerbahçe alza il ritmo, spinge sulle fasce, si alimenta dell’energia dello stadio. La Roma soffre, si abbassa, prova a resistere. Il pareggio di Brown è la fotografia di quel momento: una giocata rapida, una difesa che non riesce a chiudere, con Rensch in ritardo a tenere in gioco l’esterno avversario, e un tocco sotto che scavalca Svilar in uscita. L’onda turca sembra voler travolgere tutto, ma si infrange proprio sul portiere romanista, che tiene in piedi la squadra con due interventi pesanti, quasi da partita di marzo, non da settembre.

La girandola di cambi porta aria nuova e una Roma che non si perde: rimette ordine, si ricompatta, ritrova fiato anche grazie a un Balerdi aggressivo in anticipo e sicuro nelle uscite. Non è una Roma brillante nel finale ed arriva anche una traversa dei padroni di casa a mettere i brividi. Nonostante i crampi di Dybala, i giallorossi restano dentro la partita e provano anche timidamente ad affacciarsi nell’area avversaria senza concedere più occasioni pulite.

Quando arriva il fischio finale, l’1-1 sembra davvero il risultato più logico: una trasferta complicata, un ambiente feroce, una squadra che torna in Champions e porta via un punto che vale più del numero che rappresenta.

Il cammino è appena iniziato.

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