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Esperienza e gioventù, un mix per stupire

Dalle quasi cento presenze in due per Dybala e de Roon agli esordienti Mancini e Koné

Redazione·8 settembre 2026·1 min
Esperienza e gioventù, un mix per stupire

Torna la Champions League dopo sette anni. Si riparte da Istanbul, nel 2001 contro il Galatasaray all’Olimpico finì in rissa, in Turchia un pareggio grazie ad Emerson. Giovedì di fronte ai giallorossi ci sarà il Fenerbahce, primo scoglio della fase campionato.

Per molti in rosa sarà la prima volta e da quest’anno per gli esordienti è prevista anche la patch con la scritta ‘Debut’. Chi sicuramente se la ritroverà sul braccio è Mancini, una bandiera delle ultime stagioni ma con ancora zero presenze. Un paradosso come per Koné che ha giocato una semifinale del Mondiale, ma mai in Champions. Le gambe non tremeranno a nessuno dei due, ma un pizzico di emozione ci sarà.

A fargli compagnia anche Ghilardi, Lulli, Pisilli e Mora. A proposito di Porto, proprio al Do Dragao la Roma era scesa in campo per l’ultima volta in Champions nel 2019. Solamente due sono i superstiti: Cristante e Pellegrini. Bryan ci sarà anche giovedì, con la fascia da capitano al braccio mentre Lorenzo dovrà rimandare il ritorno alla sfida contro il Real Madrid di Mourinho, in ottobre.

La Roma – anche grazie al mercato – ha messo esperienza nel serbatoio. L’unico con tante partite in Champions ad aver salutato è stato Angeliño (37). De Roon (43) ha preso il posto di El Aynaoui (3), Molina (37) ha sostituito Celik (13) e Balerdi (17) è arrivato dopo l’addio di Ziolkowski che non aveva mai esordito. Anche Castro l’ha già giocata col Bologna (7 match) mentre Dovbyk ne conta solo due nei preliminari con il Midtjylland. Gasperini potrà contare su calciatori abituati a certi palcoscenici. Molina e Hermoso insieme ne hanno giocate oltre 60 con la maglia dell’Atletico Madrid, Malen ben 35 tra PSV Eindhoven, Dortmund e Aston Villa.

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