Como-Roma, la sfida degli attacchi: il calcio verticale di Gasperini contro il possesso di Fabregas
Al Sinigaglia si affrontano due delle squadre più produttive della Serie A, due idee diverse per arrivare allo stesso obiettivo: mettere l'avversario alle corde

Non chiamatela soltanto sfida tra attacchi
La sfida mette di fronte due squadre che hanno fatto dell'attacco una parte essenziale della propria identità, pur arrivando alla porta attraverso strade profondamente diverse. Da una parte c'è la Roma di Gian Piero Gasperini, costruita sulla pressione,
sull'intensità e sulla ricerca immediata della profondità. Dall'altra il Como di Cesc Fabregas, che vuole comandare la partita attraverso il dominio del pallone, muovendo l'avversario e trovando il varco attraverso il palleggio.
Due filosofie differenti. Una stessa ambizione: portare più uomini possibili negli ultimi trenta metri. E i numeri delle prime cinque giornate lo confermano. Roma e Como sono infatti tra le squadre che hanno prodotto di più in Serie A per volume offensivo.
La Lega Serie A le colloca ai vertici insieme all'Inter per tiri, conclusioni nello specchio ed Expected Goals. Ancora più significativo il dato dei
tocchi nell'area avversaria: 219 per la Roma, 209 per il Como. (legaseriea.it)
Gasperini vuole correre verso la porta
La Roma di Gasperini ha una caratteristica evidente: non vuole aspettare. Vuole recuperare il pallone, possibilmente in avanti, e trasformare immediatamente il recupero in un'azione pericolosa. Pressione diventa quindi la parola chiave della partita con la squadra giallorossa che fa dei recuperi alti una delle armi principali per andare alla conclusione, cercando di sfruttare al massimo le qualità dei propri interpreti.
È così che la Roma può far male al Como. Quando la pressione funziona, la squadra di Gasperini riesce a ridurre il campo, recuperare palla con molti uomini già posizionati nella metà campo offensiva e attaccare una difesa ancora disorganizzata. Altra parola chiave: verticalità.
E qui entra in gioco Donyell Malen, l'olandese è uno degli uomini che meglio incarnano questo calcio: accelerazione, attacco della profondità, capacità di occupare gli spazi e presenza vicino alla porta. Per il Como, limitarne la libertà di movimento sarà una delle chiavi della partita.
Fabregas vuole prima comandare
Il Como parte da un principio quasi opposto.
La squadra di Fabregas non vuole necessariamente arrivare velocemente nell'area avversaria, ma vuole arrivarci alle proprie condizioni, imponendo il proprio gioco.
Il pallone diventa quindi lo strumento attraverso cui manipolare la struttura avversaria.
Il Como palleggia, cambia lato, cerca l'uomo libero e prova ad attirare la pressione per poi superarla.
Il risultato è una squadra capace di accumulare una quantità impressionante di presenza offensiva. I 209 tocchi nell'area avversaria registrati dopo cinque giornate raccontano proprio questo. (legaseriea.it)
Il vero tema sarà dunque quanto i Lariani riusciranno a trasformare questa presenza in occasioni davvero pulite.
Le prime cinque partite hanno evidenziato come la squadra di Fabregas sia tra quelle con il maggiore volume offensivo, ma anche come la qualità
media delle conclusioni sia inferiore rispetto alle migliori squadre del campionato. (legaseriea.it)
Ma chi la spunterà?
A portarsi a casa i tre punti sarà quindi la squadra che meglio riuscirà ad applicare i principi offensivi e difensivi dati dai propri allenatori riuscendo almeno in parte a disinnescare i maggiori punti di forza dell'avversario.
Per i giallorossi le parole chiave dovranno essere: pressione, verticalità, attenzione e concretezza.


